Benvenuti al Suk (della chirurgia estetica)

Una provocazione forte ma la domanda è lecita: possono bastare 3 attestati ed una vacanza di una settimana in Brasile per fare di un medico un chirurgo estetico? Cosa voglio dire? Semplice: basta dare un’occhiata in giro per il web e vi sembrerà che i chirurghi plastici in Italia crescano come i funghi, un numero spaventosamente grande che quasi quasi copre e supera la domanda. Ma come è possibile? La risposta è molto semplice…così come in tutte i settori esistono dei veri e propri “fake”.

Colleghi che sapranno il fatto loro ma nulla hanno a che spartire con la dicitura “Specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica” che è la dicitura riservata a chi dopo aver conseguito la laurea in medicina e chirurgia, vittorioso di un concorso pubblico di specializzazione, ha frequentato per 5 anni strutture formative ospedaliere e universitarie, secondo un programma didattico formativo stabilito dal ministero dell’istruzione e della salute.

I posti annualmente sono pochi, concentrati in poche città, ed è ragionevole pensare che il numero dei chirurghi plastici “certificati” sia ad oggi in numero abbastanza modesto. E gli altri? Esistono due categorie decisamente distanti tra loro:

  • alla prima appartengono colleghi esperti magari con 20/30 anni di esperienza in ambito chirurgico, che si sono perfezionati all’estero e hanno considerazione e stima consolidate, sono presenti a congressi, corsi e conferenze nazionali e internazionali e, pur non avendo il cosiddetto pezzo di carta, hanno guadagnato meritatamente qualifica e onori sul campo.
  • Alla seconda, invece, appartengono medici che hanno deciso in una bella giornata di sole di diventare chirurghi plastici…

Ma come si fa a diventare in un chirurgo estetico in questo modo? Semplicemente (e ovviamente paradossalmente) frequentando corsi di 1-2 giorni, prettamente teorici, in medicina estetica e/o chirurgia plastica, partecipando a 2-3 congressi di specialità e il gioco è fatto. Sul web sono particolarmente attivi e presenti, spesso ostentano certificati di partecipazione, attestati di vario tipo nel curriculum, di tutto purché chi legge (voi) possa pensare che si tratta di un vero chirurgo plastico a pieno titolo. Così fioccano i vari “esperto in chirurgia plastica”, “chirurgo e medico estetico”, “chirurgo plastico” ma senza trovare mai la giusta dicitura: SPECIALISTA IN CHIRURGIA PLASTICA RICOSTRUTTIVA ED ESTETICA perché non stiamo parlando di veri specialisti di questo settore. Ma come? Esperto in chirurgia plastica solo perché si è frequentato un corso a pagamento di 3 giorni sulla mastoplastica additiva? Esperto in medicina estetica perché si è partecipato a un congresso di 3 giorni? Addirittura una volta mi sono imbattuto in un sito di un collega che ostentava tra i vari titoli la partecipazione ad un corso di medicina estetica di cui io ero stato il relatore ed organizzatore. Era costui diventato un’esperto di laser dopo un corso di 3 ore?

Ebbene si, questo è il panorama attuale e dovremmo e dovrete abituarvi (oppure cautelarvi), il settore dell’estetica è e rimane in costante ascesa, gli interessi commerciali sono moltissimi e dal punto di vista legislativo in tutto quanto detto, per quanto possa suonare strano, non c’è proprio nulla di illegale. Una chirurgia estetica 2.0 direbbe qualcuno….un vero e proprio suk della bellezza dove orientarsi diventerà sempre più difficile.