I trucchi della medicina estetica per far rifiorire lo sguardo

Che gli occhi siano lo specchio dell’anima è cosa nota, ed è proprio per questo che tutti i segni di invecchiamento della zona perioculare sono associati a inestetismi che conferiscono al volto un’aspetto stanco, triste, se volessimo esasperare addirittura infelice. Niente di grave per carità, ma da sempre, per tutte le branche dell’estetica arrivando fino alla Chirurgia Plastica, questa regione anatomica risulta centrale e di primaria importanza nella gestione e nella soddisfazione di un paziente.

Guardando alle cause uno sguardo sfiorito è sintomatico di una serie di fattori che sono attribuibili certamente a una predisposizione individuale e all’invecchiamento dei tessuti, ma non dobbiamo dimenticare che anche uno stile di vita poco sano può rappresentare un input negativo sulla formazione di tutta una serie di fastidiosi inestetismi. Tra i fattori che incidono negativamente va assolutamente citato il fumo e l’esposizione non protetta ai raggi solari, così come deleteri possono essere la vita sedentaria e una alimentazione non corretta.

Invecchiamento del contorno occhi: i rimedi

Quante volte ci capita di svegliarci con gli occhi gonfi o le palpebre particolarmente pesanti dopo una notte insonne o una serata condita da un bicchiere di buon vino di troppo?
Tra i consigli per avere uno sguardo sempre giovane e vitale sarebbe opportuno partire proprio dallo stile di vita: evitare il fumo, bere molta acqua per favorire il drenaggio dei liquidi, svolgere attività fisica costante e non eccedere con alcolici e cibi grassi sono tutti consigli preziosi che svolgono un ruolo non di certo marginale e da cui è necessario partire.

La cosmesi è un valido supporto ma da sola non può fare miracoli mentre la chirurgia è in grado di ringiovanire lo sguardo con grande efficacia e in un sol colpo. Ad esempio sappiamo bene che sulle palpebre superiori una blefaroplastica è in grado di eliminare gli eccessi cutanei e l’effetto a tendina, mentre sulle palpebre inferiori consente di asportare le borse di grasso, riducendo il fastidioso gonfiore. Negli ultimi tempi però è soprattutto la medicina estetica che si sta dedicando con grande attenzione al tema della bellezza degli occhi e ad oggi esistono numerose possibilità non invasive che aiutano a rinfrescare lo sguardo, valorizzando il distretto orbitario senza dover finire “sotto i ferri” o impegnarsi in investimenti talvolta eccessivamente onerosi.

La blefaroplastica medica

Per la cura della “palpebra cadente” sta prendendo piede da qualche anno la cosiddetta “blefaroplastica medica” che si basa sul principio dell’utilizzo di un bisturi al plasma che consente, mediante una procedura di pochi minuti e completamente ambulatoriale, di generare una retrazione e quindi un accorciamento della pelle in eccesso, grazie proprio dall’effetto termico delle micro bruciature modulate da questo sofisticato ma estremamente versatile apparecchio. La cute guarisce in pochi giorni e gli effetti sono molto duraturi nel tempo. Nei casi di eccessi di pelle modesti o di media entità questa metodica è senz’altro una valida alternativa alla Chirurgia.

Tossina botulinica

Quando però parliamo delle rughette che si vanno a formare ai lati degli occhi (zampe di gallina) causate dall’incedere del tempo oltre che da un’importante e innata espressività, il “must” in medicina estetica attualmente è senza dubbio l’impiego della tossina botulinica.

Un numero esiguo di iniezioni in punti precisi della fronte e della regione perioculare permettono una distensione muscolare, che favorisce una notevole attenuazione delle zampe di gallina associandosi, qualora fosse opportuno e richiesto, anche ad un sollevamento delle arcate sopracciliari che sappiamo nel corso degli anni tendono per gravità a scendere verso il basso. Questa tecnica è la più diffusa in assoluto in medicina estetica in Italia e nel Mondo con oltre 4 milioni di trattamenti all’anno effettuati solamente negli USA. Va sottolineato che la tossina botulinica, oltre a essere estremamente sicura, garantisce risultati sorprendentemente naturali e piacevoli, con benefici che durano fino a 6 mesi.

Ultrasuoni microfocalizzati

Come detto, anche le borse palbebrali sono particolarmente antiestetiche, ma esiste una possibilità di attenuarle senza chirurgia?
Ad oggi un’opzione molto interessante appena importata dagli USA è quella degli ultrasuoni microfocalizzati, che aiutano a “rompere” il grasso palpebrale in eccesso e in pochi minuti riducono il fastidioso gonfiore. Si tratta di una procedura ambulatoriale innovativa che consiste nell’emissione di impulsi di calore a contatto con la cute e con la possibilità di calibrare la profondità di azione anche per mezzo dell’ausilio di una guida ecografica. Su questa tecnica a scarsissima invasività  la medicina estetica ripone grande fiducia e in casi selezionati possiamo già considerarla un’alternativa alla blefaroplastica inferiore.

Resurfacing palpebrale con laser CO2 frazionato

Uno strumento meno recente, ma più consolidato e validato negli anni, è il laser c02 frazionato, che garantisce un visibile effetto levigante sul tessuto palpebrale e genera un refreshing notevole in tutto il distretto orbitario, che ne giova in termini di freschezza, colorito e texture. Parliamo anche in questo caso di una metodica laser ambulatoriale, senza necessità di anestesie e con tempi di ripresa più che accettabili. Questa tecnica definita “resurfacing palpebrale” è molto indicata in presenza di microrughe diffuse di tutta la regione orbitaria.

Acido ialuronico e lipofilling contro le occhiaie

Infine nel novero degli inestetismi del distretto oculare non possiamo non citare le odiatissime occhiaie, presenti anche in soggetti più giovani e le cui cause oltre ad una predisposizione individuale sono senza dubbio attribuibili, o quanto meno acuite, anche in questo caso da uno stile di vita scorretto, associato a stress o magari alla mancanza di un numero congruo di ore di sonno quotidiano. Non è leggenda metropolitana il fatto che, oltre all’impiego di creme decongestionanti, anche i vecchi ed antichi “rimedi della nonna”possono in determinati casi giovare. I più banali impacchi di acqua fredda o l’applicazione delle famose fettine di cetriolo sulle palpebre da “indossare” durante la notte, forniscono un reale effetto di vasocostrizione, che migliora il colorito dell’area palpebrale riducendo l’effetto nero-brunastro particolarmente sgradito a chi ne soffre.

Rimedi fai da te a parte, anche la medicina estetica può certamente portare un contributo al miglioramento delle occhiaie: acido ialuronico e idrossiapatite di calcio sono  i materiali attualmente più impiegati e sicuri. Parliamo di iniezioni di piccole dosi di questi prodotti riassorbibili, effettuate con una cannula estremamente sottile nel sottocutaneo della palpebra inferiore. Il deposito di queste gocce favorirà la formazione di una sorta di cuscinetto sottocutaneo, molto utile per rendere meno visibile la colorazione dei vasi sanguigni sottostanti, ma anche nel ripristinare l’armonia e le proporzioni di un occhio particolarmente incavato.

Stesso ragionamento e sempre con un’approccio ambulatoriale può essere praticato con il grasso, che dalla sua ha il plus di garantire una durata maggiore nel tempo e spesso una naturalezza di risultato superiore. Dopo un micro-prelievo effettuato da un’area donatrice del nostro corpo si procede alla purificazione dell’adipe aspirato e alla sua reintroduzione con la tecnica che è poi condivisa anche dai fillers (lipofilling). Il riempimento con grasso o acido ialuronico va bene “per tutti i gusti” e può essere infine consigliato per valorizzare e sollevare l’arcata sopracciliare. Per i pazienti che lo desiderano anche per tale indicazione sono sufficienti alcune iniezioni di pochi minuti per liftare o rendere volumetricamente più prominente il sopracciglio stesso.